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Supplemento online del Corriere della Campania

Paola Starace:” Carmine Schiavone Jr, solo un ragazzo normale”

Ci sono cognomi che pesano più di altri, è innegabile. Cognomi che  connessi a situazioni di un determinato stampo, soprattutto se di natura criminale, possono rappresentare delle vere e proprie stigmate in grado di condizionare la vita. In una società,  come quella contemporanea, dove il giudizio sul valore di una persona è sommario e istantaneo,accontentandosi dei criteri più immediati e superficiali, un cognome sbagliato può davvero essere un peso, una croce da portarsi addosso ogni santo giorno.

Quando si guarda con superficialità e ci si accontenta solo di affidarsi agli elementi che prima di tutti saltano evidenti agli occhi, si corre il rischio di non accorgersi che dietro a un cognome, per quanto ingombrante e negativo sia, in realtà si nascondono vite di assoluta e ordinaria normalità.

E’ questo il tema oggetto del nuovo lavoro della scrittrice partenopea Paola Starace ormai prossimo alla pubblicazione. Protagonista del libro è Carmine Schiavone JR e la sua vita di assoluta normalità, fatta di buoni valori, di speranze e delusioni comuni, un po' come la vita di ogni brava persona, ma vissuta con il costante pericolo che chiamarsi Carmine Schiavone possa lasciar fraintendere ogni cosa e chiedere uno sforzo in più per dimostrare null’altro che la propria normalità.

La storia di una vita, apparentemente raccontata in prima persona, in realtà sapientemente descritta attraverso le parole dell’autrice, nel contesto di un linguaggio semplice, scorrevole ed ematico in grado di coinvolgere toccando  le corde giuste dell’emotività del lettore.

Una tematica nuova,  lontanissima da quella che aveva ispirato il suo romanzo precedente L’angelo della morte, dove  la necessità di raccontare questa storia  con modalità espressive  diverse non ha impedito  che emergessero i tratti tipici di un certo modo scrivere, di un certo modo di esprimere attraverso la semplicità della parole la profonda carica di empatia che la contraddistingue .

 

Cinque domande alla scrittrice Paola Starace

 Nel descrivere un personaggio complesso e non privo di ambiguità come il protagonista di questo libro quale sono state le principali difficoltà?

Il personaggio in questione, complesso e ambiguo, è un ragazzo dei nostri giorni: ma con principi e valori antichi. E’un ragazzo schivo, un po’ diffidente e la maggiore difficoltà per me è stata proprio quella di riuscire a conquistare la sua fiducia e indurlo ad aprirsi senza pudori. Il messaggio che spero di trasmettere al lettore è che malgrado le origini e un destino decisamente avverso, malgrado i pregiudizi da cui si è spesso accompagnati a vita, abbiamo sempre una scelta: lasciarci contaminare o condurre un’esistenza normale, pulita.

 

 Che idea si è fatta sul rischio  che narrazioni incentrate sul mondo criminale possano trasmettere percezioni errate relative a personaggi e mondi dai quali sarebbe sempre meglio tenersi alla larga?

 La storia di cui parliamo non può essere equivocata e trasmettere percezioni errate. Il mondo criminale è lo sfondo su cui si dipana la storia di un bambino piccolissimo che, a causa di un destino avverso, si è trovato a vivere situazioni più grandi di lui, che mai avrebbe voluto vivere e che hanno segnato il suo percorso di crescita. Non c’è l’elogio della criminalità anzi, Carmine Schiavone Jr, come me, la condanna e non concede sconti a nessuno.

 

Alla luce di quanto appreso dall’esperienza di vita di Carmine Schiavone Jr e dalla constatazione che alcuni modelli di vita, legati al contesto criminale, possono risultare attrattivi, cosa si sente di raccomandare ai giovani della sua terra?

Devo precisare che l’esperienza di vita di Carmine Schiavone Jr non può essere collegata direttamente ai modelli familiari cui ci riportano il suo cognome perché Carmine è cresciuto- tranne rari periodi di cui parliamo ampiamente nel libro- con la famiglia materna, seguendo un modello di vita sano, comune a tanti ragazzi di buona famiglia.

 

Se si ritiene in qualche modo superata l’emergenza criminale in alcune zone della Campania, i tempi dovrebbero essere maturi per costruire un mondo, anche a livello locale, basato su valori per le nuove generazioni. Ritiene che questa consapevolezza possa dirsi acquisita nella coscienza collettiva di alcuni contesti della nostra regione?

Dubito che l’emergenza criminale sia del tutto superata, ma è solo un’opinione personale, si usa dire che:”morto un papa, se ne fa subito un altro”. Purtroppo temo sia così anche in questi casi: morto un clan, ne nasce un altro pronto a raccogliere l’eredità del precedente, qualche miglioramento c’è e si percepisce e, sicuramente, c’è più consapevolezza, ma la strada è ancora lunga.

 

Nel passare a una tematica profondamente diversa da quella del suo ultimo libro in che modo è stato necessario modificare il suo stile e il suo modo di scrivere?

E’ stato diverso il lavoro di ricerca e di verifica prima e durante la stesura del libro, ho dovuto avvicinarmi il più possibile al modo di esprimersi e di raccontare di Carmine, perché ho voluto fortemente che il racconto fosse in prima persona, proprio come se a scriverlo fosse stato lui e per questo mi sono dovuta immedesimare in lui con tutta me stessa, forse è questo il motivo per cui mi ha appassionata tanto scriverlo.

 

 

 

 

 

Ronald Abbamonte

area cronaca e politica

Nato negli Stati Uniti, ma italiano da sempre, svolge attività di consulente nel settore energetico dopo una lunghissima esperienza nel settore commerciale. Negli ultimi anni ha deciso di riservare più spazio a quella che è stata da sempre una fedele e costante compagna di vita: la scrittura. Gli studi di stampo umanistico e la curiosità per tutto ciò che circonda la vita dell’uomo lo spingono a scrivere su tematiche diverse tra loro ma con lo spirito attento di chi guarda le cose per la prima volta.

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