Quotidiano del Meridione

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Supplemento online del Corriere della Campania

Il potere dei social e il rischio manipolazione

Non si dice nulla di particolarmente sconvolgente quando si afferma che il mondo di oggi è un posto in lungo e in largo dominato dal web e dall’utilizzo dei social media. Con 4,54 miliardi di persone connesse a Internet3,8 miliardi di persone che utilizza regolarmente i social network, la tendenza appare non solo evidente ma anche confermata in proporzioni gigantesche.

Il 60% della popolazione mondiale è online e le ultime tendenze rivelano che oltre la metà della popolazione totale del mondo utilizza i social media. In linea con gli altri paesi occidentali, anche l'Italia si conferma connessa e social, come dimostrato dai 50 milioni di utenti connessi e ben 35 milioni persone attive sui canali social.

Negli ultimi anni accanto a tutte le positività rappresentate dall’utilizzo dei social è apparso più che evidente che sul piano dell’informazione potesse nascondersi un pericoloso rovescio della medaglia.

Non sono pochi infatti a ritenere ormai certa, una vera e propria manipolazione della popolazione mondiale mediante una serie di accorgimenti, non proprio ortodosse, in grado di indirizzare e influenzare l’opinione pubblica mondiale.

Social media e manipolazione

La manipolazione mediante social media non può considerarsi un fenomeno inedito avendo avuto i suoi esordi già da qualche anno, in maniera organizzata, nel campo militare. Si pensi al software per manipolare i social media utilizzato dai militari americani con lo scopo di influenzare le conversazioni online in medio ed estremo oriente.

Un altro ambito in cui la manipolazione dei social media ha iniziato a operare è quello politico. In questo caso, ricordando le presidenziali americane del 2016, è in prevalenza attraverso la divulgazione di fake news che si mira ad alterare la percezione che gli elettori hanno dei candidati o di altri argomenti politici. 

Il tema del rischio della manipolazione attraverso i social è divenuto di stretta attualità all’indomani delle elezioni presidenziali americane del 2016 con la vittoria di Trump. A tal riguardo sono stati in molti a denunciare il potenziale vantaggio ottenuto da quest’ultimo proprio attraverso social media di rilevanza mondiale come Facebook e Twitter.

Il mondo forse per la prima volta in termini compiuti, ha iniziato a fare i conti con tutti i rischi che possono nascondersi nella rilevanza mondiale dei social media e nella loro cassa di risonanza planetaria.

In quell’occasione la divulgazione ad arte di notizie false, riguardanti nella quasi totalità dei casi Hillary Clinton, aveva avuto l’effetto di avvantaggiare considerevolmente l’avversario politico. La pagina del social oggetto di accuse era proprio quella principale, di apertura, a tutti nota come Sezione Notizie. Vale a dire quella scrollata da milioni e milioni di persone in ogni momento e in ogni angolo del mondo. Un problema, quello delle notizie false confezionate ad arte con scopi manipolativi che era, per la verità, sempre esistito ma che in quell’occasione raggiunse proporzioni davvero anomale e ragguardevoli. Proporzioni che hanno legittimato ogni dubbio sull’etica e sulla imparzialità dello stesso social media nei confronti dell’evento elettorale.

Per spazzare via ogni dubbio negli ultimi anni Facebook, nelle parole di Mark Zuckerberg, ha mostrato una crescente sensibilità verso i rischi connaturati alla divulgazione di notizie attraverso i social. In questa ottica si inserisce, da ultimo, l’esperimento di Facebook in vista delle elezioni americane di novembre che pagherà fino a 120 dollari gli utenti per disattivare il proprio profilo sul social e anche su Instagram qualche settimana prima del voto "per comprendere meglio l'impatto di Facebook e Instagram sugli atteggiamenti e comportamenti politici chiave durante le elezioni negli Stati Uniti del 2020". La ricerca, testimonianza di una strategia intrapresa dalla piattaforma dopo le polemiche sul voto del 2016, si completa con la limitazione degli spot politici nella settimana che precede le elezioni.

La disattivazione dell'account di chi sceglie di partecipare volontariamente all'esperimento è temporanea e partirebbe dalla fine di settembre. Si potrà ricevere un massimo di 20 dollari a settimana, per un totale massimo di 120 dollari per l'intero periodo dello studio. La ricerca sarà portata avanti da gruppi di studio esterni e indipendenti mentre i risultati saranno resi noti l'anno prossimo.

 

 

 

 

 

 

USA

Ronald Abbamonte

area cronaca e politica

Nato negli Stati Uniti, ma italiano da sempre, svolge attività di consulente nel settore energetico dopo una lunghissima esperienza nel settore commerciale. Negli ultimi anni ha deciso di riservare più spazio a quella che è stata da sempre una fedele e costante compagna di vita: la scrittura. Gli studi di stampo umanistico e la curiosità per tutto ciò che circonda la vita dell’uomo lo spingono a scrivere su tematiche diverse tra loro ma con lo spirito attento di chi guarda le cose per la prima volta.

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